Il dialogo fallimentere (nella coppia): 3° “ingrediente”


Se puntualizzare e recriminare producono effetti disastrosi, rinfacciare li supera entrambe.


Rinfacciare, infatti, porta all’esacerbazione della comunicazione. A chi non è mai capitato di imbattersi nel vittimismo di una persona caracche ci accusa della sua sofferenza a causa di alcune nostre azioni e di provare rabbia anziché senso di colpa?

Chi rinfaccia usa la propria sofferenza per spingere l’altro a correggere i comportamenti che gli hanno causato dolore. Solo che in questo modo raramente il partner cambia comportamento, piuttosto si indispone e si arrabbia.

“Chi si pone come vittima, costruisce i suoi aguzzini” (G. Nardone): se io mi pongo come vittima dell’altro lo rendo automaticamente il mio aguzzino e se quest’ultima si arrabbia io mi sentirò ancor di più vittima, glielo farò notare e lo renderò più arrabbiato e dunque aggressivo e opprimente.

Si forma così una complementarità patogena della comunicazione fino a strutturare un vero e proprio copione dove chi viene colpevolizzato è portato a reagire aggredendo chi vittimisticamente lo mette in questa posizione generando un circolo vizioso dal quale poi è difficile uscire.

“Una cattiva coscienza beve essa stessa la maggior parte del suo veleno” (Attalo)

Se facciamo le vittime finiamo per bere noi tutto il veleno prodotto dalla situazione che si crea.

Autore Articolo
Dott.ssa Eleonora Cittadino|Psicologa

Bibliografia
Nardone Giorgio “Correggimi se sbaglio” – Ponte alle Grazie

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